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Nato nel 1952, già a 2 anni provava la sensazione di sedere su una moto da corsa, quella del padre, una PARILLA 150, a 5 anni, gli veniva affidato un sidecar e si avviava così a guidare il mezzo a motore. La motocicletta per Franco Ariani, diventa un oggetto in grado di condizionargli la vita, sin dal momento in cui il padre, Filippo, ex motociclista, gli regala un Moto Morini ZZ 50 cc.
Un altro stimolo di avvio alle gare gli viene regalato, qualche anno più tardi, dalla Kawasaki 750 a 3 cilindri 2 tempi, all'epoca etichettata "bara volante" tanta la sua potenza. Nel 1973, Franco compra un altro Kawasaki, questa volta, però, si tratta del modello Z 900. Dopo qualche mese, lui ed Enzo Malizia, decidono di aggiornare la Aermacchi Aletta 125, dello stesso Malizia, al fine di competere nel campionato italiano di velocità, categoria 125, che all'epoca durava solo 3 gare. Un campionato che sicuramente ancora oggi è un ricordo chiaro nel cuore di Ariani. I soldi scarseggiavano, i problemi erano tanti e impellenti e così, per motivi di forza maggiore, si decide di lasciar perdere. Anche l'influenza e le paure dei genitori hanno avuto un peso sulla ritardata carriera motociclistica di Franco Ariani. Infatti, per un breve periodo di tempo, Franco dirotta la passione verso i motori sulle auto radiocomandate, sicuramente meno pericolose, ma anche di gran lunga meno emozionanti.
Nel 1982 Franco riscende in campo. Pur se non correva sulle moto in pista, si riavvicina alle due ruote facendo il meccanico in un'officina di sua proprietà (da quel momento nasce il marchio CAM) e aprendo una scuderia per far correre nelle piste da motocross un giovane talentuoso, Francesco Sesso. Già un anno dopo, però, per la regola che vuole la passione più forte del terremoto, Franco Ariani indossa la tuta e il casco e ritorna a correre in sella ad un TM 125.
Partecipa al campionato regionale di motocross e ad una tappa del Supermarecross, allora nascente per mano del presidente Gaetano Di Stefano. Ma, il cross, i salti, i panettoni di qualunque pendenza, non erano in grado di soffocare quell'irrefrenabile desiderio di velocità che pulsava nelle vene di Ariani. E, quindi, già dal 1984, in sella ad un Kawasaki GPZ 900 si avventurava su una strada di Massa, per competere nel campionato italiano velocità della montagna, una regolare cronoscalata a bordo di motociclette che corrono inerpicandosi su strade di montagna. Alla fine, dopo undici gare, Franco era sesto assoluto.
Non contento, per niente stanco, con tanta carica adrenalinica in corpo e con la stessa moto, decide di andare a correre a Vallelunga, dove si correva ultima gara di campionato italiano in pista. In quell'occasione si piazza al decimo posto su 24 partenti. I successivi due anni sono all'insegna delle gare su pista, prima, con il GPZ 900 (campionato italiano moto di serie, dove arriva quinto), poi, in sella ad una GPZ 600 (trofeo Kawasaki, campionato italiano endurance, 1986, concludendo, il primo, al nono posto, e secondi insieme al pilota Lombardi il campionato endurance). Dal 1986, per i successivi cinque anni, Franco smette di corre per motivi economici.
Ma, torna in pista dal 1993 su un Suzuki RG Gamma 250 a due tempi, disputando qualche tappa di vari trofei nazionali. Nei momenti in cui la passione doveva essere sottomessa, per vari motivi, Ariani non ha mai smesso di dedicarsi alla meccanica delle moto. Anzi, ha sempre lavorato sulla riparazione, come anche sulla preparazione, con una precisione certosina, andando sempre alla ricerca di quella perfezione da orologio svizzero.
Per poter fare ciò e pure al fine di migliorare sempre il risultato dei sui lavori, era necessaria un attrezzatura specifica, come il banco prova. Ecco perché decide di fare il grande passo e aprire, rischiando i risparmi degli anni precedenti, un'officina a Castrolibero (Cosenza).
L'officina conserva il marchio che, nei tanti anni di lavoro, è ormai diventato simbolo di garanzie e serietà, CAM (Centro Assistenza Moto). Nel contempo, senza trascurare, né famiglia, né lavoro, Ariani trova sempre il tempo da dedicare alla pista. Dal 1996 al 1999, lo vediamo in più motodromi a disputare varie gare, come il Trofeo Inverno e l'Over 32, alla guida di un potente Suzuki GSX-R 750.
Intanto, anche la vita professionale trova la via del successo e così, con la clientela e la richiesta della sua professionalità in continuo aumento, Franco Ariani, che aveva sempre sognato di fare il motociclista e non l'imprenditore, decide che sono maturati i tempi per ampliare i servizi
ed inaugura (siamo giunti all'8 dicembre 1999) la nuova concessionaria Suzuki a Cosenza, in via dei Mille, alle spalle del Palazzo di Giustizia, dando vita ad una piccola impresa.
La mentalità con cui Ariani gestisce l'impresa è del tutto innovativa, perché non si tratta, come potrebbe sembrare, del classico e comune caso in cui un'azienda offre al cliente sotto lo stesso
marchio- vendita e riparazione del mezzo acquistato; bensì una vera e propria consulenza, con tanto di guida alla scelta, che va a basarsi sul reale utilizzo, anche chilometrico, che una qualunque persona fa del due ruote.
Come dicevamo prima, la convenienza offerta dal gruppo CAM è tanta, anzi è doppia. Affidarsi ad Ariani, vuol dire che sarà lui stesso -in prima persona- a controllare la moto o il motorino, sia che si tratti di una semplice messapunto, sia che si parli di un guasto di qualunque natura.
L'officina meccanica, che si trova a Castrolibero (CS), in contrada Cibbia, vanta un banco prova elettronico, a cui nessun difetto può sfuggire, dalla carburazione, alla coppia minima e massima, evidenziando l'effettiva potenza "non quella che si legge sui vari giornali specialistici" del motore e guidando gli stessi meccanici alla perfetta messapunto.
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